Dan Lerner ci presenta tre Pinot Noir sul blog appunti digòla di Stefano Caffarri.
Dici Pinot Nero e pensi Pinot Noir, super sunt leones. Ma non è così, non sempre è così. I bottiglioni son capaci tutti di stapparli, basta entrare, pagare salato e allenarsi ad arrotare le erre di Gevrey-Chambertin. No, qui oggi si parla di ricerca, di chicche, di Italia. Con il massimo rispetto, e un poco di invidia, per i maestri di Borgogna, con altrettanto piacere nello scovare quell’ettaro piantato qua e là che esprime assieme il percorso di un viticoltore e la sua personale sfida con una dei pochissime uve regali.
I vini candidati
Friuli. Bressan Mastri Vinai. Pinot Nero 2004 – 4.500 bottiglie prodotte | | www.bressanwines.com
Vino naturalissimo e non certificato, per scelta convinta.
Chi non conosce Fulvione Bressan con questo bicchiere in mano comincerà a farsene un’idea. Lunghe macerazioni, lunga fermentazione, più di due anni in tino grande, tanta bottiglia. Un vino di una certa imponenza, non l’archetipo del pinot nero, ma sotto la spezia, il sottobosco con ricordi di incendio, le more ed i tartufi, troverete tutta l’eleganza di un uomo che si finge rude e non lascia nulla al caso. Vi troverete a pensare “quei due sapevano benissimo dove volevano arrivare”.
Piemonte. Iuli. Monferrato Rosso Nino Pinot Nero 2009 – 3.200 bottiglie prodotte | www.iuli.it
Vino da agricoltura biologica
1 ettaro, l’unico dell’azienda che guarda a nord. La vigna al tramonto vede il Monte Rosa tingersi del suo stesso nome e saluta i cugini d’oltralpe. E credetemi, in una cieca spesso gli dà la… birra! Sì, senz’altro il più borgognone dei tre, una sottile eleganza, un naso inconfondibile, una trasparenza cromatica ben accompagnata dalla struttura e dalle belle acidità che sono il marchio dell’azienda. Un vino fonte di orgoglio per chi lo produce, di soddisfazione per chi lo stappa e lo offre. Piemontese. Francofono. Buonissimo.
Toscana. Podere Còncori. Pinot Nero 2009 – 1.000 bottiglie prodotte | www.podereconcori.com
Vino biodinamico a marchio Demeter
Su tra i monti della Garfagnana ci sono 3,5 ettari piantati in gran parte a vitigni internazionali. E’ il Podere Còncori. Eresia in Lucchesia? Lo pensavo sino a che non li ho assaggiati ed amati. Gabriele Da Prato suona il trombone tra le vigne, a lui fa bene, all’uva evidentemente pure. Il suo pinot nero è un vino di montagna che è nero per davvero ma racchiude tutta la potente eleganza del vitigno e la bevibilità voluta da chi, come Gabriele, in passato è stato anche oste accogliente.
BALLOTTAGGIO fino alle 00.00 del 31 Maggio
- Piemonte. Iuli. Monferrato Rosso Nino Pinot Nero 2009 (46%, 52 Voti)
- Friuli. Bressan Mastri Vinai. Pinot Nero 2004 (54%, 49 Voti)
Voti totali: 113






9 commenti
Cari Signori, tra le idee più stupide che ho letto in questi anni per promuovere il vino mancava la “Socialist”. Caro Dan, Lei crede sia veramente un idea democratica?
Parliamo di socialismo liberale? Tre vini suggeriti con molta “sensibilità” commerciale. Mi perdoni ” I bottiglioni son capaci tutti di stapparli, basta entrare, pagare salato e allenarsi ad arrotare le erre di Gevrey”. Un pò di onestà, per favore. Non la rende un anticonformista scrivere così della Borgogna, dimostra solo quanto poco ne sa del vino francese. Molto poco. Iniziativa della Locanda del Glicine o Cantina Pieve Vecchia?
Caro commentatore, partiamo dal fondo: sì, iniziativa della Locanda del Glicine che è della stessa proprietà della Cantina Pievevecchia. C’è senz’altro anche un esplicito intento promozionale del loro piccolo ristorante, ma passa -a mio parere- attraverso una delle tante sperimentazioni di un uso intelligente della rete e delle reti di relazioni che si intersecano sui social network. Credo che sia questo in particolare che interessa a un gruppo di persone, di amici anche in carne ed ossa, che ci gioca e si sta divertendo, prestandovisi con leggerezza e mettendo, ciascuno, un poco della propria conoscenza e della propria competenza. La trova stupida? Rispetto la sua valutazione. Altri non la pensano così.
E questo è il sale della democrazia, rispetto, sinchè l’operazione non lede le sensibilità altrui. A lei in particolare cosa è che dà noia?
Venendo ai vini che ho suggerito. Li conosco bene, li apprezzo molto come apprezzo i tre produttori. Li vendo persino, si figuri. Il “vincitore” fornirà 12 bottiglie alla Locanda. Una fortuna! E se qualcuno leggendo del nostro gioco si incuriosirà e vorrà conoscere questi vini, prodotti da aziende di pochi ettari, beh, lo considero solo un bene in un mondo dominato da gruppi con capacità di penetrazione commerciale ben maggiori.
Francia: se avrà voglia di leggere il mio scritto completo, lo trova qui http://www.appuntidigola.it/2011/05/23/socialist-il-vino-e-il-quesito-della-sfinge/
Eh, la Francia… Ha ragione, non ne saprò mai abbastanza, e le poche centinaia di produttori francesi nel mio listino non sono che la punta di un iceberg di un mondo affascinante…
Trovo un po’ assurda l’assenza dell’Alto Adige e di Mazzon in particolare. Trovo altrettanto assurda la presenza di Toscana e Monferrato come zone rappresentative del Pinot Nero. Forse sarebbe meglio avere maggiore rispetto del territorio ed evitare queste proposte che sanno molto di promozione commerciale.
Errore nella digitazione del nome. Mi chiamo Mauro Pasquali
Oh, come sarebbe bello Mauro se lei leggesse prima di scrivere.
Proponga tre pinot neri che le piacciono, la prossima volta che lo chiederanno a lei, o proponga i più famosi, i primi che le vengono in mente.
Stavolta lo hanno chiesto a me, e ho specificato i miei confini: chicca, ricerca, lavoro del viticoltore.
P.S.: adoro l’assurdità e la patafisica.
P.P.S.: mi attiro strali. I blauburgunder non sono in generale nelle mie corde, il Mazzon forse un vino sopravvalutato.
Appoggio sempre iniziative di questo genere che anno come scopo la curiosità, è indubbio che ci possano essere diverse interpretazioni, ma perchè vederne sempre il lato polemico, non è più salutare domandarsi…”cacchio 1000 bottiglie di un pinot nero toscano pure biodinamico”…”questo Bressan mi è già capitato di leggerlo altre volte se poi ne parla anche Dan allora va bevuto”…bè il pinot nero di Fabrizio lo conosco, però volio dare il voto a…”
Un saluto a tutti.
Appoggio sempre iniziative di questo genere che hanno come scopo la curiosità, è indubbio che ci possano essere diverse interpretazioni, ma perchè vederne sempre il lato polemico, non è più salutare domandarsi…”cacchio 1000 bottiglie di un pinot nero toscano pure biodinamico”…”questo Bressan mi è già capitato di leggerlo altre volte se poi ne parla anche Dan allora va bevuto”…bè il pinot nero di Fabrizio lo conosco, però volio dare il voto a…”
Un saluto a tutti.
voto NINO il miglior pinot nero italiano…semplicemnte !!!
3 vini diversissimi tra loro, tre vini fatti col cuore.
Al cuor non si comanda, il mio voto va a a quello di Fulvio Bressan.
La cosa che che più mi ha colpito di questo vino è la sua territorialità, un raro esempio di terroir che vince sul varietale.